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Il profumo della libertà, di Giovanna Giordano – Mondadori

Salve a tutti, lettori!

Oggi ho l’occasione, grazie a Mondadori e alla mia dolcissima amica Eleonora di Vivere tra le righe, di parlarvi del romanzo

Il profumo della libertà

Autore: Giovanna Giordano

Casa editrice: Mondadori

Prezzo di copertina: € 20,00

In vendita dal 5 ottobre 2021
Per acquistarlo su Amazon, clicca qui


Un giovane eroe gentile viaggia su una nave. Si chiama Antonio Grillo e ha vent’anni quando nel 1923 lascia la Sicilia per gli Stati Uniti. Ama Gesso, il suo paese natale, ma il richiamo dell’ignoto è troppo forte, impellente mettere le ali alla propria libertà.

In valigia porta pezzi della sua isola: la pietra pomice per la leggerezza, lo zolfo per l’energia e una federa con ricamata la scritta “siate sempre felici”.

Molti sono i miraggi e gli incontri nel turbine del viaggio di mare: Aurora la cavalla bella e saggia, due oche magiche, un gorilla in gabbia, una scimmia allegra e balene blu in foga d’amore. E poi gli amici: De Gubernatis che ama la calma sopra ogni cosa, Elide la donna vestita di luce o Lucilla archeologa negli abissi. Ovunque Antonio cerca e trova la saggezza, più forte degli eserciti che marciano sul mondo, e prova tenerezza verso uomini e animali, da sempre leali compagni degli eroi.

Fra vulcani che affiorano dalle profondità dell’oceano, piratesse e brigantesse, una donna gigante amata da un certo Polifemo e molte isole e lune incrociate per mare, pagina dopo pagina l’eroe gentile affila le armi per affrontare la sua giovane esistenza. “Avrò vent’anni per sempre?” si domanda. Forse sì, se gli riesce di mantenere la sua candida visione.

Non appena mi è stata proposta questa lettura, ho immediatamente accettato, leggendo soltanto queste poche righe che vi ho riportato. 
Sapevo che questo romanzo mi avrebbe regalato emozioni forti, ne avevo il sentore, e sono stata accontentata pienamente, perché la scrittura di Giovanna Giordano è magica, vivida e riesce a sconvolgere il cuore dei suoi lettori. 
Il profumo della libertà è stato il mio primo approccio a questa scrittrice, candidata al premio Nobel per la letteratura del 2020. 
Questo romanzo ha un sapore particolare, immergendosi nella storia di Antonio Grillo, eroe gentile, il lettore si trova catapultato in un mondo onirico, che ha il sapore di una favola. 

I sogni sono sempre diversi.

Ogni testa un sogno suo.

Leggere questo romanzo mi ha fatto assaporare i colori e gli odori di una Sicilia che ha il profumo di famiglia, dei sogni e delle speranza di personaggi variopinti, che mi sono rimasti nel cuore. 

Una storia che fa riflettere sulle difficoltà della vita, che apre gli occhi e la mente ai sogni, necessari per vivere appieno una vita colma e che abbia un senso. 

Giovanna Giordano con questo suo libro riesce a rivolgersi indistintamente all’anima di tutti i lettori che abbiano la curiosità di viaggiare insieme con Antonio Grillo verso l’ignoto, lasciandosi alle spalle la terra tanto amata, che occupa però un posto speciale nel suo cuore.  

La delicatezza della penna della Giordano e la sua sensibilità mi ha toccato particolarmente, facendomi riflettere ed emozionare. 

Il profumo della libertà non è un romanzo per tutti. 

E’ un testo che saprà sussurrare alla fantasia, alla creatività, ai sogni dei lettori più sensibili ed esigenti, che hanno costantemente fame di bellezza e meraviglia. 

Siamo fatti per vivere la vita, non per sopportarla.

Ringrazio ancora la casa editrice Mondadori per avermi permesso di leggere questo splendido romanzo, Eleonora per avermi coinvolto nel Review Party, e – non ultima – Giovanna Giordano per aver scritto questa storia così meravigliosa. 

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Lizzie, di Shirley Jackson | Adelphi

Salve a tutti, lettori!

Oggi voglio parlarvi di una lettura molto speciale, il mio primo approccio ad un’autrice molto celebre, grande fonte di ispirazione di Stephen King. 

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«Quella giovane donna, anonima e ottusa, che ogni mattina si reca in ufficio per vidimare le lettere in arrivo al museo dove lavora, neanche ci pensa a entrare in contatto con la propria vita interiore. In compenso, avverte un persistente mal di schiena, continue emicranie e vertigini, oltre a soffrire d’insonnia: i primi sintomi di quel vero e proprio abisso mentale in cui sta per precipitare… 

Shirley Jackson è abilissima a mettere in scena questo terrificante teatro dell’anima, con le diverse personalità che entrano ed escono di scena, prendendo via via il controllo del corpo».

Franco Marcoaldi

La protagonista della vicenda è Elizabeth Richmond, una giovane di ventitré anni, che ha come progetto soltanto quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Dalla morte di sua madre Elizabeth si era chiusa in se stessa.

L’inizio del romanzo è estremamente significativo, in quanto l’autrice accosta la figura di Elizabeth ad un museo, proprio quello stesso museo in cui la giovane lavora. 

Un edificio con le fondamenta che avevano iniziato a cedere. 

Lizzie, infatti, è un romanzo che affronta una tematica molto delicata da affrontare: il disturbo della personalità multipla della protagonista Elizabeth, narrata sotto differenti punti di vista, tra cui quello del suo medico, il Dottor Wright, che ci parla a posteriori dell’approccio terapeutico nei confronti della paziente.

I passati traumi della protagonista hanno fatto emergere delle differenti personalità che lottano tra loro per prendere il sopravvento sulla ragazza.

Il punto di forza di questa storia sta nello stile di scrittura e del ritmo della narrazione della Jackson, nel suo modo così particolare di raccontare gli eventi, e nella sua scelta di raccontare questa vicenda sotto differenti punti di vista, tutti estremamente eccentrici: le diverse personalità di Lizzie, il Dottore e la zia della protagonista.

Lizzie è un romanzo molto particolare, che saprà soddisfare i lettori più curiosi ed esigenti.  

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La pietra oscura, di Marco Baliani | Bompiani

 Salve a tutti, lettori!

Oggi con immenso piacere vi parlo dell’ultimo romanzo che ho letto. 

Una lettura immersiva che ho apprezzato molto. Ringrazio infinitamente la Casa editrice per avermi permesso di leggere questo libro. 


La pietra oscura

Autore: Marco Baliani

Casa editrice: Bompiani 

Pagine: 368 Per acquistarlo su Amazon, clicca qui

“Se uno dei due mondi si ammala, l’altro deve andarsene per potersi salvare.”
“Andare dove?”
“Forse verso altri mondi dove ricominciare a tessere legami”

Ulisse che viene dal Senegal, Inco grande, grosso e trasognato, Ago il minuscolo, Gemma, magra magra e tutta energia, Giorgio detto Stampa per via delle stampelle: insieme in terza media, insieme in questa fine di primavera che è l’ultima da passare come una banda. Poi prenderanno strade diverse, è inevitabile, e fa un po’ male. Intanto condividono tempo e passioni: i giochi di ruolo nel negozio di fumetti di Sebastiano, e anche i fumetti, certo, i silenzi e le chiacchiere. E poi un gioco nuovo che li prende tantissimo, un gioco che inventeranno loro, in cui invece di trasformarsi in eroi potranno restare quello che sono. Un lago che custodisce oscure leggende, una cavità nella roccia, dentro il bosco: una grotta, un rifugio, forse il varco per un altro mondo. E lì, nella grotta, una pietra che si stacca dalle altre, scotta, lampeggia. In città salta la luce, gli allarmi delle auto partono. Poi buio e silenzio. E un manipolo di militari decisi a scoprire da dove irradia la straordinaria energia di cui è intrisa la grotta e a ritracciare setacciando le scuole i ragazzini che hanno lasciato le loro tracce ovunque. Comincia così questa storia di fughe e inseguimenti, misteri e ipotesi, in cui è chiaro che “le cose impossibili sono collegate fra di loro” e che l’anima del mondo, la forza che tiene vivi i vivi, è in pericolo. Una moria di pesci, antiche maledizioni, storie ancora più antiche, universi lontani e comunicanti, statue sacre, adulti ostili e adulti complici per un’avventura che ha la concretezza dell’amicizia vera e il brillio di un’equazione che lega i mondi.

La pietra oscura è un romanzo molto particolare, si tratta di una storia che ha per protagonisti dei ragazzi, ma non sono soltanto loro i destinatari di questo particolarissimo racconto.
E’ un romanzo che può essere apprezzato da chiunque, perché è in grado di parlare al cuore dei lettori, e intrattenerli. Strizzando l’occhio ai Goonies e a Stranger Things, l’autore porta su carta la vicenda di ragazzi molto speciali, unici e diversi da tutti gli altri. 
Lo stile di scrittura dell’autore è lineare e diretto, senza risultare mai troppo scarno. Si riesce, infatti, ad entrare perfettamente in empatia con i personaggi, che sono il vero fiore all’occhiello di questo romanzo così particolare nella trama, e nelle tematiche affrontate. 
Pur avendo la struttura di un romanzo fantasy, riesce a toccare aspetti tanto delicati e tremendamente attuali e vividi da poter essere apprezzati da chiunque. 
Consigliatissimo! 

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Ti aspetto da Sempre, di Ava Dellaira | Sperling & Kupfer

 Salve a tutti, lettori! 

Oggi voglio parlarvi di un’autrice a cui sono particolarmente legata, e che ha scritto uno dei libri che più mi ronzano nella mente, ovvero “Noi siamo grandi come la vita”.

Ma oggi è la volta di raccontarvi il suo secondo romanzo:

Ti aspetto da Sempre

Autore: Ava Dellaira

Casa editrice: Sperling & Kupfer

Pagine: 339 p., Rilegato

Prezzo di copertina: 17,00 €

 

Dopo Noi siamo grandi come la vita, Ava Dellaira torna con un nuovo, atteso romanzo. Una profonda storia multi-generazionale sul rapporto, spesso complicato, tra madri e figlie, sull’amore e la perdita, sul tenere con sé e lasciar andare, che piacerà alle lettrici di ogni età.

“Angie non sa ancora dove comincia la sua storia. Da un gesto, da un sogno, da un sussurro. Ma ora ha un posto da cui partire.”

Tutti siamo in cerca di qualcosa. Un amore, un nuovo inizio, un futuro. Angie è in cerca di risposte. Ha diciassette anni, ama la storia e le scienze (biologia, in particolare), la corsa, il formaggio alla piastra con i bordi bruciacchiati, il calcio, il caffè schiumato con il latte di soia, i dischi in vinile, la musica hip-hop sparata a palla nelle cuffie; ma tutto questo non le basta per dire chi è veramente. Vive sola con la madre nel New Mexico. Il padre non l’ha mai incontrato, ma sa di assomigliargli molto. E l’unica cosa che la madre riesce a raccontarle, senza affogare tra le lacrime, è che è morto prima che lei nascesse. Un giorno, però, in fondo a un cassetto nella camera di sua madre, Angie trova una fotografia che le fa pensare che finora tutta la sua vita possa essere stata una bugia. Così decide di partire alla volta di Los Angeles, con la speranza che cercare la verità sulle sue origini e sul padre possa aiutarla a capire meglio se stessa. Cosa ci sarà in fondo alla strada, Angie ancora non lo sa. Ma è determinata a scoprirlo.

La potenza delle parole di Ava Dellaira riesce sempre a lasciare un vuoto nel mio petto. 

Inutile parlarvi di quanto io abbia apprezzato Noi siamo grandi come la vita, il suo primo romanzo, che – ad oggi – è uno dei libri a cui penso più spesso. 

“Ti aspetto da sempre” è una vera scoperta. 

È la storia di Angie, una ragazza di 17 anni che si sente persa. 

Ha appena rotto con il suo fidanzato, e ha un vuoto incolmabile nel cuore: non ha mai conosciuto suo padre, che è morto in un incidente. 

Una serie di piccoli indizi accendono una speranza in lei. Se fosse vivo e sua madre le avesse mentito? 

Parte quindi verso LA, alla ricerca di risposte sul suo passato, che inevitabilmente ha ripercussioni sul suo futuro. 

La storia di Angie è inframmezzata dal passato di sua madre, Marilyn. 

I 17 anni delle due sono così diversi, eppure così simili, fino ad incrociarsi nel finale, quando verrà svelata la verità su James, il padre di Angie e il grande amore di Marilyn. 

Una storia che parla di ingiustizie, razzismo, diversità apparentemente incolmabili, amore e passione per l’arte. 

Una storia a cui rimanere incollati fino all’ultima pagina e che sarà in grado di far provare grandissime  emozioni, far commuovere e sperare.  

Ava Dellaira si conferma un’autrice splendida, che alla quantità di opere pubblicate preferisce la qualità. 

E si conferma una delle mie scrittrici preferite, forse molto sottovalutata. 

Avete letto qualcosa di quest’autrice?

Fatemelo sapere qui giù nei commenti, e… Buone letture!

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La casa sul mare celeste, di T. J. Klune – Mondadori

Salve a tutti, lettori! 

Oggi vi parlo di un romanzo molto particolare, nei confronti del quale nutrivo altissime aspettative. 

Ringrazio la Mondadori per avermi inviato la copia digitale di questo libro. 

La casa sul mare celeste

Autore: T. J. Klune

Casa editrice: Mondadori

Collana: Oscar fantastica

Pagine: 348 p., Rilegato

Prezzo di copertina: € 18,00 

Per acquistarlo su Amazon, clicca qui

Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli “normali”, siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell’ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un’isola remota, Marsyas, e stabilire se l’orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. Appena mette piede sull’isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto.

Questa è una storia molto particolare. Ero estremamente incuriosita dalla trama, e nutrivo aspettative altissime nei confronti di questo romanzo. Non avendo mai letto nulla di questo autore non sapevo davvero cosa aspettarmi. 

La casa sul mare celeste è un libro che vuole sollevare un’aspra critica nei confronti della società odierna, portando all’estremo comportamenti e pensieri purtroppo diffusi: l’odio e la discriminazione nei confronti di chi è diverso e – per la società – va cambiato. 

La casa sul mare celeste narra la storia di Linus, un assistente sociale che lavora per il Dipartimento della Magia minorile. Un personaggio molto particolare, solitario, che svolge le sue mansioni in modo metodico e accurato. Ama il suo lavoro, e il suo unico obiettivo è aiutare i bambini speciali di cui deve occuparsi. 

Un giorno come  tanti, Linus viene convocato dai suoi superiori e gli viene affidato un compito davvero importante, quanto segreto: andare su un’isola, Marsyas, e supervisionare un orfanotrofio, diretto da Arthur Parnassus. 

Non voglio darvi altri spunti sulla trama, perché La casa sul mare celeste è una storia che va assaporata, letta e compresa, senza avere pregiudizi di alcun tipo. E, se saprete leggere nel modo giusto, saprà farvi riflettere su tantissimi aspetti diversi: l’amore, l’accettazione, il cambiamento che può avvenire a qualsiasi età, il coraggio di essere se stessi e non farsi influenzare dall’esterno. 

Ci troviamo di fronte una realtà piatta, monotona, e tutt’altro che fiabesca e idilliaca. 

Nel mondo descritto, infatti, si tende a voler appiattire le peculiarità di coloro che sono diversi dalla norma, e sta proprio in questo il punto focale del romanzo: la diversità. 

Il protagonista, Linus, ha difficoltà a rapportarsi con le persone, è un uomo ordinario, metodico e ligio alle regole. Ed è stato scelto dai suoi superiori proprio per queste sue caratteristiche. E’ bravissimo nel suo lavoro, e per questa particolare mansione, c’è bisogno di una persona che non si faccia influenzare. 

Linus sembra essere la persona giusta. 

Deve essere obiettivo e distaccato nei confronti dell’orfanotrofio, un luogo totalmente diverso da lui e dalla realtà che lo ha circondato fino a quel momento, il simbolo del cambiamento, della diversità e il fulcro attorno al quale ruota tutto il romanzo, con i suoi personaggi estremamente variopinti, in netto contrasto col grigiore che emana Linus e la sua vita. 

Diversi sono i personaggi che Linus, giorno dopo giorno, imparerà a conoscere in tutte le sfaccettature. Bambini particolari e speciali, ognuno di essi con le sue peculiarità. Immediato per me, proprio per questo motivo, è stato il rimando a La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, di Ransom Riggs. 

Netto è il contrasto tra Linus e l’orfanotrofio in cui viene mandato, entrambe queste figure risultano essere caricaturali, ma mai fuori luogo. Continui sono i rimandi ad altri romanzi, altre situazioni o personaggi già presenti nella mente del lettore, che viene travolto nel corso della lettura da emozioni contrastanti.  

La casa sul mare celeste è una storia che ha saputo emozionarmi grazie allo stile di scrittura dell’autore, musicalmente ironico e che mi ha ricordato una fiaba dolce amara per bambini. 

Ma il destinatario ultimo di questa storia non è necessariamente un pubblico giovane. Chiunque dovrebbe leggere questo romanzo, che porta a riflettere e ad educare, quasi come fosse un romanzo didascalico. 

Avete letto questo romanzo? Vi ho incuriosito a farlo? 

Fatemi sapere cosa ne pensate, e…

Buone letture! 

libri

Faith, di Erika Vanzin

Salve a tutti, lettori! 

Con grandissima gioia oggi posso parlarvi di una lettura che attendevo da tantissimo tempo, ovvero il terzo volume della Roadies Series.

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E’ disponibile su Kindle Unlimited! 

Prezzo di copertina: 15,60 € 

Cercare di stare al passo con la vita frenetica in una città come New York non è sempre facile. Lo sa bene Faith che, appena uscita dalla piccola comunità in cui è cresciuta, è catapultata nel mondo frenetico e scintillante delle rockstar e della loro vita straordinaria tra i quartieri di Manhattan.
Michael è il chitarrista dei Jailbirds. Divide la sua esistenza tra donne, feste e musica, vive in un albergo ed è abituato ai lussi e ai pasti serviti dai migliori ristoranti.
Michael non ha un vero posto che può chiamare casa, Faith arriva da una famiglia dove deve dividere lo spazio con i numerosi fratelli.
Lui è abituato a jet privati e a suite presidenziali, lei non era mai salita su un aereo prima di atterrare a New York.
Michael non si è mai fatto da mangiare in vita sua, Faith non sapeva dell’esistenza del cibo da asporto.
Michael e Faith sono come il diavolo e l’acquasanta, ma una convivenza forzata li porterà a dividere un appartamento di sei camere che potrebbe essere troppo stretto per contenere due esistenze talmente diverse da fare scintille ogni volta che si incontrano.

Mentre la storia romantica all’interno di FAITH è autoconclusiva, la trama del romanzo è una continuazione degli eventi che cominciano in BACKSTAGE e PAPARAZZI (Roadies Series #1 e #2). È fortemente consigliato leggere BACKSTAGE e PAPARAZZI prima di cominciare questo romanzo.

Trovate le mie recensioni sul blog (qui per leggere la recensione di Backstage, e qui Paparazzi).

Come per i precedenti romanzi della serie, i protagonisti sono un membro della band Jailbirds, e una ragazza che si imbatterà in lui. 

Nello specifico, in Faith, il personaggio maschile che conosciamo più approfonditamente è Michael, il chitarrista della band, e la protagonista femminile è Faith, un’infermiera.

I due non potrebbero essere più diversi. 

Michael è un playboy, e vive senza freni e inibizioni la sua vita da rockstar.

Faith è il suo esatto opposto. Il nome che le è stato dato racchiude perfettamente tutto ciò che rappresenta: la fede. E’ una ragazza estremamente religiosa, che vive in modo impeccabile, seguendo un percorso che le è stato inculcato sin da piccola da suo padre, un uomo che le impone regole severissime da rispettare, essendo nata e cresciuta in una comunità religiosa molto rigida.

I due personaggi, così diversi, si ritrovano ad una convivenza praticamente forzata in casa di Michael.

Entrambi hanno molto da imparare e, grazie al loro vissuto totalmente diverso, sapranno farsi forza a vicenda e maturare nel corso di tutto quanto il romanzo. 

La purezza, l’innocenza e l’ingenuità da un lato, il passato difficile, la dissolutezza, e un occhio critico, ma realista nei confronti del mondo dall’altro lato, si incroceranno, formando un connubio perfetto. 

La diversità può far paura, soprattutto se così marcata, ma in questo romanzo Erika Vanzin ha saputo delineare perfettamente quanto due mondi agli antipodi possano incontrarsi, non senza difficoltà, e di quanto la fiducia nel prossimo può portare ad un continuo miglioramento. 

Romanzo dopo romanzo, Erika porta dinnanzi ai nostri occhi personaggi vividi, estremamente reali, a cui affezionarsi, e che evolvono nel corso della storia, portandoci ad apprezzarli sempre di più. 

La bravura di questa autrice sta nel tessere trame che si basano quasi totalmente su una costruzione magistrale dei personaggi, ognuno con caratteristiche particolari che vengono scoperte pagina dopo pagina. I pilastri della storia sono proprio loro, che sanno farci vivere emozioni davvero intense, non soltanto regalandoci una storia d’amore bellissima, ma anche aprendoci gli occhi su tematiche scottanti, che l’autrice ha saputo affrontare con molta delicatezza. 

L’importanza della famiglia, della libertà, della fede, del fidarsi e dell’affidarsi al prossimo, guardando con occhi sempre nuovi ciò che accade. 

Entrambi i protagonisti sono molto particolari nelle loro caratteristiche, ma Faith è speciale. 

Erika è riuscita – anche questa volta – a scrivere di un personaggio femminile molto complesso, con parecchie sfaccettature, e che ho apprezzato moltissimo. E’ sempre difficile, nei romance, trovare protagoniste non banali, ed Erika Vanzin è riuscita a portare alla luce una ragazza in grado di cambiare, mettersi in discussione, e che resta indelebilmente impressa nella mente del lettore.

Sarebbe superfluo dirvi quanto io abbia apprezzato il personaggio di Michael, perché già sapevo, avendolo incontrato nei volumi precedenti, che sarebbe stato confermato quello che l’autrice ci aveva svelato in precedenza: un ragazzo altruista, con un passato difficile da dimenticare, e che ha il coraggio di cambiare radicalmente, lasciandosi alle spalle ciò che ha dovuto affrontare, focalizzandosi sul presente e sul costruirsi un solido futuro. 

Consiglio assolutamente di buttarvi nella lettura dei romanzi di quest’autrice, vi innamorerete di tutti i personaggi, grazie alla maestria di Erika Vanzin di scrivere music romance che fanno riflettere, emozionare e commuovere. 

Buone letture!

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Fai qualcosa! di Fabio Geda – Mondadori

 Salve a tutti, lettori!

Oggi porto alla vostra attenzione un nuovo romanzo di Fabio Geda.

Fai qualcosa!

Autore: Fabio Geda

Casa editrice: Mondadori

Prezzo di copertina: € 15,00

Una città sul mare, la primavera che avanza, la scuola. Questo è il mondo di Matteo, Anita, Zahira e Luca, quattordicenni che, all’improvviso, capiscono che il modo in cui si gestiscono le cose, lì in mensa, a loro proprio non piace: è la plastica, il problema. È troppa, inquina e sembra che a nessuno importi. Così decidono di mettere in piedi una protesta, ma chi avrebbe l’autorità di ascoltarli non muove un dito e, anzi, qualcuno prova a sabotarli, tanto tra i compagni quanto tra gli insegnanti. E poi c’è lei, la professoressa di Storia con una misteriosa cicatrice sulla fronte, che un giorno racconta di quando aveva vent’anni e protestava al G8 di Genova, nel 2001. E se quella cicatrice arrivasse da lì? Forse lei avrà voglia di ascoltarli e di capire quello che, per i ragazzi come loro, conta come non mai: agire subito, perché un altro mondo è ancora possibile. A vent’anni dai fatti di Genova, un romanzo che stimola riflessioni sullo stare al mondo, sull’essere parte di una comunità, sul diventare cittadine e cittadini con diritti e doveri, tra cui quello di interessarsi tanto del pianeta quanto della propria scuola.

Intendiamoci, la plastica è un materiale straordinario. Il problema è che la usiamo male. 

Nel 2019 è stata emanata una direttiva UE, la SUP (Single use plastic), per limitare il consumo di plastica in Europa. 

A partire dal 3 luglio 2021 infatti, tutti i paesi della Comunità Europea sono obbligati a non utilizzare la plastica monouso.

Sono banditi piatti, bicchieri, posate e palloncini. 

Fabio Geda ha voluto sensibilizzare i più giovani su questo tema scottante in Fai qualcosa! Un romanzo breve ma molto intenso. 

L’autore ha infatti pensato di ambientare questo romanzo nella primavera del 2018, e raccontare come i gesti di ognuno possano fare la differenza.

L’intervento di tutti è fondamentale per portare un cambiamento, e far conoscere agli adolescenti le problematiche attuali può spronarli a fare importanti riflessioni sull’essere parte attiva di una comunità e cittadini consapevoli. 

Grazie a questo romanzo, Fabio Geda, con uno stile semplice, ma non semplicistico, ha portato a galla tematiche importantissime, evidenziando anche quanto gli insegnanti siano indispensabili nella vita dei più giovani. 

Infatti, in questo breve racconto, si porta all’attenzione dei giovani protagonisti il problema della plastica troppo presente. 

Matteo, Anita, Zahira e Luca saranno sia ostacolati, ma anche e soprattutto supportati da una figura molto speciale: una professoressa, che racconterà loro ciò che è accaduto a Genova durante il G8 nel 2001. 

— Un plus da evidenziare: 

Al termine della storia, c’è una sezione in cui vengono spiegati brevemente dei termini e persone citate all’interno del romanzo. 

Per fare alcuni esempi: 

  • Il Great Pacific Garbage Patch
  •  Aldo Capitini
  • Carlo Giuliani

Consiglio caldamente questo libro ai genitori, gli insegnanti e agli educatori. Ma soprattutto ai ragazzi, affinché possano prendere spunto da questa storia e approfondire tematiche importanti, troppo spesso tralasciate. 

Buone letture! 

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Divergent, Veronica Roth

 Salve a tutti, lettori! 

Oggi voglio parlarvi del primo romanzo di Veronica Roth, Divergent. 

Si tratta del primo romanzo dell’omonima serie distopica. Come saprete, la distopia mi incuriosisce particolarmente, quindi non potevo non parlarne, in occasione della nuovissima uscita DeAgostini, contenente tutte la serie completa, con Divergent, Insurgent, Allegiant, e Four. 

Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni, con cinque caratteristiche prevalenti: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi.

Beatrice, la nostra protagonista e voce narrante, si ritrova, all’inizio del romanzo, a dover scegliere la fazione più adatta a lei, insieme ai suoi coetanei. 

Prendere una decisione del genere cambierebbe totalmente la propria vita, e il test attitudinale che dovrebbe aiutarla a scegliere risulta essere inconcludente. Infatti Beatrice riceve un risultato totalmente inaspettato: non ha un unico tratto dominante, ma tre. 

Questa notizia la lascia scioccata, proprio perché scopre di essere una Divergente, ma questa sua caratteristica non può essere svelata, perché le costerebbe la vita. 

Beatrice, al momento della sua scelta, decide di abbandonare l’altruismo degli Abneganti, caratteristica che sente non far parte totalmente della sua personalità, e decide di scegliere gli Intrepidi, la fazione che si occupa di proteggere la città, addestrando gli iniziati ad essere coraggiosi. 

Nutrivo grandi aspettative per questo primo volume, ed effettivamente sono state soddisfatte. L’idea alla base di questo romanzo è ottima, perché si cerca di criticare le dittature del passato, catapultandole in futuro post apocalittico. 

Ogni fazione ha un suo compito da svolgere per il bene comune, e durante l’iniziazione si viene educati a comportarsi nel modo più idoneo per quella determinata fazione. 

Essendo il romanzo narrato dal punto di vista, e con la voce di Tris, tutta la storia ruota attorno a lei, alla sua esperienza, le sue emozioni e sensazioni. L’esigenza di sentirsi a disagio nel luogo in cui è vissuta, il doloroso distacco dalla sua famiglia, l’estenuante iniziazione sono soltanto alcune delle questioni che la protagonista si trova a dover affrontare e a raccontarci, rendendoci partecipe del suo destino e della sua esperienza. 

Lo stile di scrittura è semplice e lineare. Talmente tanto da poter essere letto, nonostante la mole, in pochissimo tempo! 

Il ritmo narrativo è molto incalzante e stimolante, e il finale lascia spazio a grandi eventi, che non vedo l’ora di raccontarvi domani, con la recensione del secondo romanzo, Insurgent. 

Avete letto Divergent? Fatemi sapere cosa ne pensate, e…

Buone letture!

Chiara.

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Le sette morti di Evelyn Hardcastle, di Stuart Turton – Neri pozza

Grazie ad un gruppo di lettura, sono riuscita finalmente a leggere questo romanzo, che stazionava in libreria da troppo tempo.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle

Autore: Stuart Turton

Casa editrice: Neri Pozza

Prezzo di copertina: € 18,00

Per acquistarlo su Amazon, clicca qui.

Si tratta di una storia molto particolare ed intricata.

Ambientato a Blackbeard house, una tenuta di campagna praticamente isolata, dove viene indetto un ballo, e i membri dell’alta società sono invitati a partecipare. 

Questo è l’input per l’autore di ideare una storia che ricalca molto le trame e le atmosfere dei romanzi di Agatha Christie, o del gioco Cluedo. 

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è anche un romanzo distopico.
Infatti il protagonista – Aiden – è costretto a rivivere la morte di uno dei personaggi, Evelyn Hardcastle, fin quando non risolverà il mistero dietro la sua morte, entrando in una spirale di mistero, in cui i tasselli si incastreranno soltanto alla fine.

È un romanzo che consiglio agli amanti del genere, con l’unica accortezza che – probabilmente – lo stile di scrittura e la linea narrativa non è delle più semplici, e delle più immediate.

Fammi sapere se lo hai letto, e cosa ne hai pensato, e se sono riuscita ad incuriosirti!

Buone letture!

Chiara.

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La vincerò mai una pecora, di Francesca Gioacchini – Recensione

Salve a tutti, lettori!

Oggi vi parlo di un romanzo che mi ha divertito molto, facendomi riflettere parecchio, su diverse tematiche. 

Si tratta di un romanzo auto-pubblicato, e ringrazio molto l’autrice per avermi inviato la copia. 

Potete acquistarlo su Amazon, cliccando qui

Quando annunciò ai genitori di aver conosciuto un ragazzo musulmano sapeva che convincerli ad accettarlo non sarebbe stato facile. Fu l’ironia a salvarla. 

Questo è il diario di Alice, una romana trapiantata a Londra. Da anni è innamorata di Kahil, un ragazzo franco-algerino. Entrambe le famiglie sono contrarie alla relazione, ma mentre i genitori di Alice alla fine capitolano, quelli di lui sono irremovibili. 

Sullo sfondo di una Londra vista con gli occhi di una straniera, tra un lavoro impegnativo nel cuore della City e fine settimana in giro per l’Europa, Alice vive la contrastata storia d’amore con una forte dose di umorismo. 

Si evince immediatamente, fin dal titolo, che questo è un romanzo divertente. 

Infatti Alice, la nostra protagonista, ci rende partecipi dei suoi pensieri più intimi, narrando questa storia attraverso il suo diario. 

La ragazza non si prende troppo sul serio, è una persona divertente, e schietta. Riesce sempre a combinare qualche guaio, e a fare delle figuracce. E’ però una ragazza molto forte e intraprendente. Pur essendo molto giovane, ha deciso di trasferirsi a Londra a cercare lavoro.

E’ una protagonista davvero interessante, con cui entriamo a contatto conoscendo i suoi pregi e difetti, grazie alle sue parole buttate giù in un diario. Mentre leggevo, ho immediatamente pensato a Il diario di Bridget Jones: una protagonista autoironica, goffa e divertente. 

Alice racconta in modo molto schietto una realtà molto attuale: la vita di giovani italiani trapiantati all’estero, alla ricerca di un lavoro appagante, in particolare a Londra. Ad aggiungersi alla sua vita non così facile, c’è la sua relazione che procede a gonfie vele con Kahlil, un ragazzo franco-algerino. Le loro famiglie, però, sono contrarie a questa relazione che sembrerebbe essere impossibile, poiché i due vengono da due realtà culturali diverse.

Lo stile ironico e divertente sottende una critica alla società odierna che, seppur sia avanzata sotto diversi punti di vista, resta ancorata ad assurdi pregiudizi. 

Oggi più attuale che mai, “La vincerò mai una pecora?” è un romanzo che apre una finestra sulle vite dei giovani stranieri a Londra. Una critica al razzismo, una riflessione sui rapporti a distanza. Kahlil e Alice, infatti, vivono una relazione a cavallo tra Londra, Parigi e Roma, con la convinzione che, se se l’amore è forte, differenze culturali e ostacoli familiari possono essere superati. 

Consiglio questo romanzo a chiunque sia alla ricerca di una lettura coinvolgente e leggera, ma che sappia far riflettere su tematiche molto importanti.